
C’è una convinzione piuttosto diffusa nel mondo delle spedizioni: se la merce è assicurata, possiamo dormire tranquilli.
Peccato che la realtà non abbia letto la polizza.
Un attacco informatico blocca il terminal. Un documento doganale non viene trasmesso. Una nave cambia rotta. Un container arriva con dieci giorni di ritardo.
La merce è integra.
Eppure qualcuno sta già perdendo denaro.
Il cliente subisce un fermo produttivo. Il magazzino accumula costi. Arrivano contestazioni, penali, richieste di risarcimento.
E lo spedizioniere si trova al centro di una discussione che nessuno aveva previsto.
IL PROBLEMA NON È SOLTANTO IL SINISTRO.
Le ultime analisi sulla supply chain italiana evidenziano un dato significativo: soltanto il 20% delle imprese esaminate dal Politecnico di Milano monitora i rischi della filiera in modo continuo.
Nel frattempo, cyber risk, tensioni geopolitiche e interruzioni operative stanno modificando la natura stessa del rischio logistico.
Ma continuiamo troppo spesso a ragionare esclusivamente sul valore delle merci.
Quanto vale un container che non arriva?
Forse 80.000 euro di merce.
Ma quanto costa al destinatario una linea produttiva ferma per una settimana?
E soprattutto: chi ne risponde?
Lo spedizioniere? Il vettore? Il terminalista? Nessuno?
La risposta non si trova automaticamente nella polizza merci.
Dipende dai contratti, dalle responsabilità effettivamente attribuibili, dalle condizioni assicurative e dalle esclusioni.
Una copertura cargo non equivale a una garanzia generalizzata contro ritardi, perdite finanziarie o interruzioni dell’attività.
IL METODO TARGA PARTE DA QUI.
Prima di discutere quanto costa una polizza, occorre comprendere quanto può costare un evento.
Significa analizzare:
- Le responsabilità contrattuali dello spedizioniere.
- Le dipendenze da vettori, terminal e piattaforme informatiche.
- Le conseguenze economiche di un’interruzione.
- Le garanzie realmente operanti e le esclusioni.
- Le procedure necessarie per ridurre l’esposizione.
Perché assicurare una merce è relativamente semplice. Comprendere tutto quello che può accadere intorno a quella merce è un altro mestiere.
Il vero salto di qualità per gli spedizionieri non consiste nell’acquistare più assicurazioni.
Consiste nel sapere quali rischi possono compromettere il proprio bilancio, prima che accada qualcosa.
E soprattutto nel distinguere quelli trasferibili a una compagnia da quelli che devono essere gestiti dall’impresa.
La domanda che ogni spedizioniere dovrebbe porsi oggi non è: “Sono assicurato?”
È: “Se domani la mia catena logistica si ferma, so esattamente cosa succede al mio patrimonio?”
Saverio Zavaglia Studio Metodo TARGA — Risk Management, Marine & Logistics
www.saveriozavagliarisk.it
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Fonti e riferimenti
Approfondimento professionale generale. Le singole situazioni richiedono l’esame dei documenti e delle circostanze specifiche.
Parliamo della tua spedizione.
Partiamo dalla tua operatività, dai contratti e dai testi di polizza.
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