
Un drone si avvicina a una portacontainer. Una fregata lo abbatte. La nave prosegue. Ma per chi affida al mare fatturato, commesse e continuità aziendale, la domanda resta: se qualcosa fosse andato storto, chi avrebbe pagato?
Il fatto
Secondo Le Monde del 15 ottobre, nella notte del 1° ottobre 2026 la portacontainer CMA CGM Champs Elysées è stata minacciata da un drone nello stretto di Bab el-Mandeb. La fregata francese Languedoc lo ha intercettato. Un episodio che dovrebbe entrare nelle riunioni degli imprenditori, oltre che nei notiziari. Perché il rischio viaggia dentro i loro container. [1]
La frase che non basta
«Tranquillo, la merce è assicurata». Assicurata contro cosa? Su quale percorso? Con quali esclusioni? Fino a quando? “All risks” suona come una promessa assoluta. È invece una formula contrattuale con confini precisi. Le Institute Cargo Clauses (A) del 2009 escludono i rischi di guerra indicati nella clausola 6. Per questi serve verificare l’esistenza e l’effettiva operatività di una copertura dedicata. [2]
Non conosciamo le polizze delle merci imbarcate sulla nave citata: attribuire scoperture a quel viaggio sarebbe scorretto. L’episodio pone però una domanda che riguarda ogni spedizione.
La merce può arrivare integra. Il bilancio, no.
Pensiamo a componenti attesi per una produzione, prodotti stagionali consegnati fuori tempo, clienti che annullano ordini. Sono scenari ipotetici, ma spiegano perché proteggere il carico e proteggere il risultato economico siano problemi diversi.
Le clausole standard ICC (A) escludono perdite, danni o spese causati dal ritardo, salvo la specifica eccezione richiamata nel testo. Anche le Institute War Clauses (Cargo) prevedono un’esclusione per il ritardo. Aggiungere la guerra non equivale quindi ad assicurare ogni conseguenza della guerra. [2][3]
La lettura di Saverio
La mia posizione è netta: una consulenza assicurativa sui trasporti deve partire da ciò che accade davvero alla merce. Porto, deposito, trasbordo, deviazione, consegna. Per ogni passaggio servono risposte verificabili: chi sopporta il rischio, quale garanzia opera, quali comunicazioni sono richieste, quali costi restano all’impresa.
È questo il lavoro che porto al centro del Metodo TARGA: mettere in relazione operatività e contratto prima che un sinistro ne mostri la distanza. Agli imprenditori propongo una prova semplice. Prendete una spedizione reale e chiedete al vostro consulente: «Se domani cambia rotta e arriva un mese dopo, quali perdite restano a mio carico?». Chiedete una risposta scritta, collegata alle clausole.
Il premio è un costo visibile. Una scopertura emerge quando il danno è già successo. Prima di far partire il prossimo carico, facciamo partire questa verifica.

Fonti e riferimenti
- https://www.lemonde.fr/en/economy/article/2026/10/15/french-warship-shoots-drone-threatening-cma-cgm-container-ship-at-bab-el-mandeb_6758647_19.html
- https://assets.lloyds.com/media/dcb2ad19-4820-4b42-a5d0-0dcea17ef691/ICCA%201%201%2009%203.pdf
- https://www.if-insurance.com/globalassets/industrial/files/marine-cargo/institute-clauses/institute-war-clauses-cargo-2009.pdf
Approfondimento professionale generale. Le singole situazioni richiedono l’esame dei documenti e delle circostanze specifiche.
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